When I die
When I die don't weep.
Bury me all dressed in green
deep, under a birch.
Don't take me to church.
Let me soak in oak instead
and plant me then.
Just make sure I'm dead.
mtp
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Una molteplicità espressiva – dalle forme simboliche, coloratissime, ritmiche e cinestesiche delle sue pitture, al caos controllato e dinamico degli assemblaggi tridimensionali, meccanici, essenziali ma organici.
La sua arte tutta svela l’intricato nel semplice, il moto nella staticità, la calma nel caos. Rivela lo stesso Palermo.
L’ingannevole semplicità del suo lavoro è smentita da un sottofondo attento, intricato, a volte spiritoso. E’ evidente una dicotomia tra una energia frenetica contrastata da momenti di calma e tranquillità.
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David Gussak
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Un'artista molto spiritoso, che combina filosofia e arte in un modo molto intelligente. I suoi assemblaggi danno la sensazione di assistere a quello che indica nel titolo, pur essendo di una originalissima fantasia.
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Luciana De Vries Zanuccoli
La vera arte, cioè quella che ci nutre e ci aiuta a crescere, è quella di dare un senso a ciò che ci capita o a ciò che ci viene incontro. Mark Palermo ha la capacità di dare un senso ad oggetti che sembravano superflui e senza alcun valore. La creatività della combinazione, il linguaggio dei materiali e l’espressione della forma appartengono all’artista e gli sono familiari.
Marinus Schouten
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Il suo Agricubismo tras-forma in una mimesi casuale, il raccolto. A sottolineare, in una ricerca non solo metaforica, che tutto rinasce nel superamento dell’unicità del punto di vista. Da qui il cubismo.
Gli assemblaggi sono frutto di una ricerca personale che vuole coniugare mondo esterno, percezione e il senso che a questo è dato.
L’arte diviene il vettore per un potenziale trasformativo e ci invita a mettere in discussione quel che diamo quotidianamente per scontato. Il problema della trasformazione di ciò che le cose possono essere e divenire rappresenta una sfida al nostro modo di osservare e di vedere la realtà fisica, materica e simbolica.
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Lorenzo Natali
In Palermo il lavoro figurativo e plastico sussiste in quanto traccia e strumento di un percorso di liberazione (impossibile?) dalla necessità del senso e dalla univocità del giudizio egoico...
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Non soggiace dunque, questa produzione, alla necessità di trovare un collocamento categoriale o una "disciplina" di competenza, potendo invariabilmente essere ascritta, l'opera di Palermo, alla sua attività di creativo, o a quella di Psichiatra-ricercatore...
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La freccia della realtà, della "corretta" interpretazione, dell'adesione ad una comprensione condivisa della realtà segnica, vengono messe in crisi dall'opera, rivelando la loro duplice natura di "affermazione oggettivante ed inevitabile inganno"...
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L'assemblaggio dilata l'orizzonte del senso e ne moltiplica i potenziali piani interpretativi...
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L'artista diventa Curatore, del mondo e dei suoi oggetti, li ordina ed assembla, secondo un catalogo dell'anima e facendo ciò dà una nuova forma al suo sentire...
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La liturgia di Palermo, tuttavia, accede ad una nuova dimensione dell'atto artistico...essa si costituisce come prassi condivisibile, come metodologia per ritrovare un sentire comune tra il soggetto e il mondo...
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Alessandro Delli Ponti
Business Title
Palermo ci mostra che, malgrado noi, tutto rinasce.
Oliviero Beha
